Un percorso di crescita – L’importanza delle competenze del Business Coach per il manager

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Se sei un manager o un professionista, ma non sai come navigare nel mare delle competenze, della comunicazione interpersonale e della gestione del sé e ti chiedi cosa c’entri il Business Coaching, questo articolo potrebbe essere una bussola per esplorare la materia.  

Abbiamo risposto alle domande: cos’è il Business Coaching? Quali siano le coordinate necessarie per orientarsi e scoprire la professione del Business Coach?

Affrontiamo:
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    Vediamo insieme cosa sono le competenze, che comportamenti sono collegati ad esse e come si diventa Business Coach. Per approfondire l’argomento puoi seguire il replay del webinar cliccando sul link in fondo all’articolo e registrandoti al nostro portale.

    Business Coaching e i comportamenti

    Abbiamo chiesto in un breve sondaggio, quale è stata la competenza più usata dai partecipanti del webinar durante la settimana di stallo tra la Fase 1 e la Fase 2. Emergono le competenze della gestione del sé, orientamento al risultato, problem solving, resilienza, comunicazione interpersonale.

    Partiamo da qui, dalle competenze comportamentali che sono il punto di attacco attraverso cui comprendere l’utilità e applicabilità del Business Coaching. 

    Di competenze se ne parla da molto, e come spesso accade, il fatto che sia oggetto da tempo di discussione non implica che sia stata fatta chiarezza in merito. 

    Se recuperiamo il senso del termine “competenza comportamentale” mettiamo a fuoco come queste si possono sviluppare nel tempo e con la pratica necessaria. 

    Le competenze sono una rappresentazione che noi vediamo attraverso la granularità dei comportamenti, ed è chiaro che per riconoscere una persona competente in una determinata area o mansione è sufficiente osservarla. Attraverso l’osservazione dei suoi comportamenti noi traiamo la percezione della sua competenza: non è tanto importante delineare la definizione della singola competenza, quanto disporre di un’osservazione puntuale dei comportamenti che l’individuo mette in atto. La frequenza con cui questi comportamenti vengono messi in atto rappresenta il livello di competenza dell’individuo. 

    È naturale, per chiunque osservi, attribuire una competenza a una persona che sistematicamente mette in campo quei comportamenti che risuonano con quella competenza. 

    Se riportiamo questa identificazione su di noi ci rendiamo conto che il lavoro che svolgiamo quotidianamente, al di là dei contenuti e della preparazione, è fatto da comportamenti. Questi sono l’essenza che il Business Coach allena. Il Business Coach allena i comportamenti del Coachee per rendere disponibili soluzioni alternative rispetto a quelle praticate fino al quel momento.

    Chissà quante volte ci è capitato, mentre mettevamo in pratica competenze come la gestione di sé, di fare una riflessione su un comportamento che abbiamo seguito in una particolare circostanza e capire se quel comportamento è stato efficace e funzionale rispetto al nostro obiettivo. 

    Pensiamo dunque di aver perso un’opportunità: se ci ricapitasse la stessa situazione agiremmo diversamente? Questo è il nodo attraversi cui mettere in discussione il nostro agito e lavorare su soluzioni alternative che ci portino a risultati. 

    Per provare a identificare meglio cosa siano queste competenze, è interessante analizzarne i comportamenti specifici. Ad esempio se parliamo della competenza della gestione del sé i comportamenti osservabili sono:

    • Accogliere con calma le contrarietà o delusioni senza deprimersi o agire impulsivamente. 
    • Essere  in contatto con le proprie emozioni e manifestarle con equilibrio, quando la situazione lo consente.
    • Porre attenzione costante alle reazioni degli altri ai propri comportamenti per gestire il proprio impatto sugli interlocutori.
    • Esplorare e cercare di comprendere le ragioni delle reazioni negative degli altri ai propri comportamenti, assumendosi la responsabilità dei propri errori. 
    • Essere  disponibile ad ascoltare critiche e reazioni negative sui propri comportamenti.

    La competenza della gestione del sé è quanto mai importante. Ogni relazione in cui siamo protagonisti nella vita professionale è condizionata e vincolata dalla nostra capacità di tenere questi comportamenti in modo sistematico, o al contrario, di non riuscire a farlo. 

    Infatti l’abilità di attuare il giusto comportamento richiesto dalla situazione contingente e mantenere questa capacità nel tempo è evidente in molti grandi professionisti. Queste persone sì, sono talentuose, ma sono anche fanaticamente determinati a mettere in atto questi comportamenti e ad allenarli. 

    Questo ci aiuta a rispondere alla domanda che tutti ci poniamo: che caratteristiche, che ragioni hanno le persone che performano meglio?

    Dunque le competenze sono il territorio in cui agisce il Business Coach, e la strumentazione data al Coach li rende capaci di abilitare questi comportamenti nei loro clienti.

    Quali sono le competenze del Business Coach?

    Il percorso che prepara alla professione di Coach segue una scuola di pensiero: ci sono 10 competenze che il Coach deve saper maneggiare con agilità e il percorso lavora affinché i futuri Business Coach acquisiscano queste competenze:

    1. Flessibilità e innovazione
    2. Analisi e soluzione dei problemi
    3. Creatività
    4. Orientamento alla performance
    5. Sostegno al cambiamento
    6. Gestione di sé
    7. Costruzioni di relazioni di supporto
    8. Comunicazione interpersonale
    9. Autorevolezza e tatto
    10. Integrità

    Con l’acquisizione delle 10, l’allenamento sperimentato nel percorso diventerà la metodologia e lo strumento da somministrare ai clienti e Coachee. 

    Essere in grado di gestire certe dimensioni emotive, quali la gestione di sé serve ad offrire questi stessi strumenti agli altri. 

    Vediamo con quali strumenti il Coach facilita la presa di consapevolezza del sentito del Coachee.

    Come gestiamo le emozioni?

    Con la parola emozione, noi intendiamo uno stato psicologico e fisico di risposta dell’essere umano a uno stimolo interno o esterno. Dato il carattere psico-fisico dell’emozione, noi pensiamo che essa possa essere influenzata sia attraverso il pensiero razionale, sia con esercizi di carattere fisico (sforzo sportivo, pratiche di respirazione…). 

    La consapevolezza emotiva che il Coach prova ad allenare con i clienti si declina in “saperi” individuali e organizzativi diversi:

    • l’abilità di riconoscere, sia in noi che negli altri, l’emozione che spesso pilota il comportamento da dietro le quinte
    • la capacità di dare un nome appropriato al sentito, cioè di essere emotivamente alfabetizzati.
    • il saper influenzare e sostenere il raggiungimento dei propri obiettivi e di quelli organizzativi, facendo leva sul carattere contagioso delle emozioni.
    • la comprensione di come accogliere, governare, gestire, indirizzare l’emozione, allo scopo di saperla usare a proprio vantaggio o a beneficio dell’organizzazione, invece che restarne vittime

    Per approfondire leggi l’articolo di Roberto Degli Esposti e Anja Puntari sul ruolo delle emozioni in un percorso di Business Coaching. 

    Business Coaching: la relazione tra Coach e Coachee

    Il tipo di aiuto che dà il percorso di Business Coaching si fonda sulla capacità del Coach di essere stato un buon Coachee. Ovvero: per allenare le competenze nel cliente -prendiamo sempre come esempio la gestione del sé – serve che lui abbia avuto a che fare con un allenatore che è abituato ad allenare le competenze. 

    C’è una plastica rappresentazione dei risultati che il Coach ha raggiunto su di sé, ed è difficile indurre nel Coachee un esercizio che lo stesso Coach non applica. Questo è un elemento qualificante nel percorso di acquisire le competenze del Coach.


    Il Coach è anche un buon Coachee | Introduzione al Business Coaching from SCOA – The School of Coaching on Vimeo.

    La relazione tra Coach e Coachee è potente e ritorna, in termini di ricchezza, anche al Coach. Si può paragonare a una danza in cui l’abilitazione degli altri permette all’abilitatore di accrescere la sua maturità. In questa danza i ruoli sono diversi ma il risultato che ne scaturisce è il movimento sincrono dei due. 

    Il Coach ha un ruolo maieutico, è un abilitatore: “il Coach è una persona che libera il potenziale degli altri”, per citare John Whitmore, padre del Business Coaching contemporaneo, e lo fa servendosi degli stessi strumenti che ha maneggiato durante il suo percorso per diventare Coach, ad esempio attraverso la tecnica delle domande. 

    Le domande suscitano nell’interlocutore una riflessione e una presa di consapevolezza, è il momento in cui il cliente mette a fuoco quali alternative ha a disposizione per ottenere dei risultati diversi e quali sono le risorse su cui far leva perché ciò accada.

    Qual è il percorso ideale per diventare Business Coach?

    Innanzitutto, è importante essere stati dei bravi Coachee, perchè così facendo il Coachee sviluppa la consapevolezza di sé e gli strumenti in grado di mettere in atto alternative comportamentali rispetto a quelle che sono già in suo possesso: il Coachee arricchendo il suo bagaglio di competenze comportamentali sarà in grado di offrire supporto e sviluppo agli altri, diventando quindi un Coach e applicando le metodologie sui suoi clienti. 

    Per acquisire la metodologia serve certamente frequentare un corso, considerando che questi hanno la capacità di dare gli strumenti necessari se sono un investimento a medio termine, della durata di 9 o 10 mesi. Questo perché il percorso per diventare Coach permette di sviluppare un metodo e acquisire strumenti, combinando una buona dose di pratica con apprendimento esperienziale e pratica riflessiva. 

    Tuttavia diventare Business Coach si configura con un processo che va ben oltre la mera implementazione delle conoscenze. É un percorso di crescita umana, che tocca corde profonde dell’individuo e innesca un radicale cambiamento nell’interiorità del futuro Business Coach. L’apprendimento avviene a livello umano.

    Il Business Coaching non finisce qui

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