Il dono del feedback: come alimentare questa cultura in azienda

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Spesso ancora oggi, quando si sente parlare di feedback si tende erroneamente ad attribuire a questa pratica una connotazione negativa. Il feedback, soprattutto in azienda, viene percepito da chi lo riceve come segnale di qualcosa che non va, come una critica o un rimprovero finalizzati solo ad evidenziare e puntare i riflettori su un errore commesso.

Che cosa rappresenta oggi il feedback in azienda?

  • una pratica strettamente legata alla gerarchia aziendale, consentita soltanto ai vertici;
  • un ostacolo alle prestazioni successive, perché chi lo riceve si sente tenuto d’occhio, giudicato, condannato;
  • in generale qualcosa di scomodo, difficile da restituire agli altri per paura di offendere, intimorire e demotivare.

Questo approccio però dimentica il senso originario ed il significato autentico del feedback, che in realtà, se affrontato nel modo giusto, con consapevolezza e alcuni accorgimenti, costituisce un potente strumento per l’intera azienda, capace di aumentare in maniera rilevante l’efficacia organizzativa.

Come già evidenziato nell’articolo Migliorare le proprie performance agendo sul futuro: il Feedforwarding. Cos’è e in cosa si differenzia dal feedback, se guardiamo all’etimologia del termine, “feedback” deriva da “feed”, ovvero “alimentare”, e back “indietro”: dare un feedback a qualcuno significa letteralmente “offrirgli nutrimento”, restituirgli la propria prospettiva come fonte di arricchimento e crescita. Ascoltare un punto di vista altrui sul nostro operato infatti ci permette di comprendere come le nostre azioni arrivano agli altri e in che modo sono percepite all’esterno. Se sappiamo farne tesoro, possiamo riorientare i nostri comportamenti, modificarli per renderli migliori e più efficaci. Per questo motivo il feedback costituisce una vera e propria risorsa per l’individuo e per l’organizzazione nel suo complesso: innesca un concreto miglioramento delle performance a livello individuale e collettivo; inoltre migliora il clima aziendale e le dinamiche relazionali, favorendo uno scambio produttivo.

Da questa prospettiva il feedback diventa qualcosa da ricercare e che posso mettere a disposizione degli altri. È un vero e proprio dono: ricevere un feedback è ricevere un’autentica possibilità di crescere, sviluppare le proprie capacità e dare il meglio di sé. Getta infatti luce sui nostri punti di forza e sulle aree di miglioramento. Ci permette di mettere in campo comportamenti che da soli non avremmo preso in considerazione.

Coltivare il feedback in azienda

In linea con questa prospettiva, secondo alcune ricerche gran parte dei dipendenti delle aziende si dichiarano in effetti esplicitamente interessati a ricevere feedback sul proprio operato dai superiori e dai colleghi. Ma allora perché la cultura del feedback è ancora così poco diffusa?

Come confermano numerosi studi, i manager fanno fatica a fornire feedback di routine ai propri dipendenti, riscontrando un limite rilevante nella difficile reazione che spesso suscitano negli interlocutori.

È interessante chiedersi allora: perché molti ancora lo interpretano male e lo vivono con difficoltà?

Una possibile interpretazione che potrebbe spiegare, almeno in parte, questo scenario, è che, in molti casi, il feedback non viene utilizzato nel modo giusto: è mosso da intenzioni errate o si concretizza in comportamenti poco appropriati, rivelandosi così controproducente.

Spesso costituisce effettivamente soltanto un pretesto per mettere in difficoltà l’interlocutore, per sminuire il suo rendimento o per sottolineare che cosa non va. Dall’altra parte, anche quando l’intenzione fosse genuinamente quella di ottenere un miglioramento comune, il messaggio può venir travisato e generare emozioni differenti da quelle sperate.

Dare feedback è una pratica complessa: può avere un impatto emotivo molto forte sull’altro e per questo è importante scegliere le parole giuste, utilizzare un linguaggio – verbale e non verbale – capace di mettere a proprio agio il proprio interlocutore.

È quindi innanzitutto importante sensibilizzare le persone sul vero obiettivo del feedback, in modo che adottino un atteggiamento costruttivo, sia nel fornirlo che nel riceverlo, rendendo questo strumento una prassi comune e condivisa. Questo comporta anche chiedere esplicitamente e con frequenza feedback ai colleghi, indipendentemente dal ruolo professionale. Conosciamo tutti la difficoltà di dare la nostra opinione sull’operato di un capo o di un superiore: pensiamo di non avere gli strumenti, o di non essere nella posizione, per poterci esprimere. E spesso nelle aziende le dinamiche sono effettivamente queste. Ma il potere del feedback non conosce gerarchia, grado o ruolo: è indispensabile per guidare con efficacia i propri dipendenti, ma può rivelarsi utile anche per il manager stesso, per prendere decisioni migliori, magari in minor tempo, grazie al prospettiva e al contributo dei suoi collaboratori.

Dall’altro lato diventa determinante comprendere quali competenze sono richieste e quali comportamenti mettere in atto per non ferire o intimorire, ma innescare la crescita reciproca e così il pieno sviluppo del team.

È necessario saper stare nella conversazione in maniera attiva, mettendosi in ascolto del proprio interlocutore, ed esplicitando le intenzioni e la finalità dello scambio.

Se da un lato individuare le aree di miglioramento con chiarezza è utile, dall’altro lato però bisogna porre attenzione al modo in cui ci si esprime: essere sinceri non significa essere bruschi, e nello stesso tempo essere gentili e mettere a proprio agio l’interlocutore non significa evitare di dire cose spiacevoli o segnalare errori. Una tecnica utilizzata da molti è per esempio quella di accompagnare l’osservazione critica con un riscontro incoraggiante, sottolineando anche aspetti positivi e punti di forza.

Un feedback costruttivo è orientato al futuro, guarda al passato solo come base per progredire: essere propositivi, provando insieme a comprendere quali comportamenti concreti potrebbero rivelarsi migliori per l’interlocutore, può agevolare la comunicazione, evitando fraintendimenti o reazioni negative.

Una cultura del feedback può apportare notevoli benefici in azienda. Per un manager, conoscere quali comportamenti mettere in atto per guidare i propri collaboratori è fondamentale, e il feedback è uno di questi.

Per questo è importante ricordarsi che dare feedback significa aprirsi all’ascolto del proprio interlocutore, mossi da un interesse genuino al suo benessere, al fine di valorizzare il suo talento. Come la pioggia nutre l’albero contribuendo alla crescita rigogliosa dei rami e rispettandone le radici; così i feedback sono il nostro nutrimento per lo sviluppo delle nostre capacità e l’espressione del nostro pieno potenziale, nel rispetto del punto di vista altrui e costruendo insieme sul dono ricevuto.

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