9 film e serie tv, per un’estate tutta a tema Coaching!

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In occasione delle vacanze estive, abbiamo pensato un modo per tenervi compagnia nei vostri momenti di relax! Vi proponiamo un elenco di film e serie tv, che sono stati per noi fonte di ispirazione, e che speriamo possano offrirvi spunti di riflessione e costituire occasioni di arricchimento, a livello professionale e personale.

  • Billions
  • Designated Survivor
  • Il discorso del re
  • Lost in translation
  • The arrival
  • Il diavolo veste Prada
  • L’arte di vincere
  • Inside out
  • Lo stagista inaspettato

Partiamo da Billions, serie tv statunitense in cui compare Wendy Rhoades, una vera e propria Business Coach, a fianco dei professionisti per migliorarne le performance e supportarne lo sviluppo professionale. Considerata come una preziosa risorsa dell’organizzazione, svolge un ruolo significativo nel successo dell’azienda e nell’intera serie. Sebbene si tratti di un personaggio fittizio, con aspetti stereotipati e romanzati, offre uno sguardo significativo sullo scenario internazionale del Business Coaching: consente almeno in parte di comprendere come la disciplina è vissuta e conosciuta all’estero, in particolare nel contesto americano.

In Designated Survivor vediamo invece Julia Rombauer, docente di legge alla Cornell University e Mentor del Presidente degli Stati Uniti Tom Kirkman, alle prese con la sua inesperienza: è infatti divenuto tale solo perché tutti coloro che si trovavano prima di lui nella linea di successione presidenziale sono morti in un’esplosione. Emerge l’importanza della presenza di una figura come quella del Mentor, come guida per colmare l’inesperienza attraverso l’applicazione di strategie comportamentali e l’allenamento di competenze più efficaci.

È una delle 10 competenze fondamentali nella professione del Business Coach e nelle organizzazioni in generale, se allenata può fare la differenza sul successo lavorativo e anche nella vita privata: stiamo parlando della comunicazione interpersonale, che abbiamo già ampiamente approfondito.

Su questo tema, ne Il discorso del re Colin Firth interpreta Giorgio VI d’Inghilterra, afflitto da gravi problemi di balbuzie fin dall’infanzia. La sfida diventa quella di riuscire a parlare ai suoi sudditi e sostenere un discorso in pubblico. Il film, tratto da una storia vera, racconta il percorso del protagonista, che accompagnato dal suo logopedista opera un profondo lavoro su di sé, per raggiungere il suo obiettivo, attraverso il continuo esercizio, l’allenamento e l’applicazione di strategie comportamentali più efficaci.

Ancora sugli ostacoli della comunicazione interpersonale, questa volta però relativi alla distanza linguistica e culturale degli interlocutori, Lost in translation. Un film che racconta la difficoltà di trasporre i concetti da una lingua all’altra, con l’inevitabile perdita di significato che avviene nel passaggio. Due americani, la star in declino Bob e la neolaureata Charlotte si incontrano in una Tokyo ostile, di cui non comprendono parole, gesti ed espressioni: da una parte il loro senso di estraneità rispetto al contesto e l’incomunicabilità con esso, dall’altra la grande sintonia che si instaura tra loro, in una comunicazione che va al di là di quella verbale e anzi spesso ne fa a meno. Una comunicazione efficace infatti non si limita agli aspetti puramente verbali, ma tiene conto di molti elementi: i gesti, il tono di voce, la postura, le esigenze e il ritmo dell’interlocutore, per sintonizzarsi a pieno con quest ultimo.

In Arrival l’esigenza di comunicare si scontra con la difficoltà di farlo con un interlocutore che proviene non solo da un altro paese, ma addirittura da un altro mondo: il film racconta tutta la complessità di trovare un punto di contatto e relazionarsi con il diverso, ciò che è distante e incomprensibile, che se affrontato con consapevolezza può costituire una fonte di ricchezza e crescita.

Ci spostiamo nel mondo aziendale con Il diavolo veste Prada, film che presenta un modello di comunicazione non efficace sul lavoro: parliamo di Miranda Priestley, iconica direttrice di una rivista di moda, che impersona uno stile di leadership quasi tirannico, che non può che rivelarsi controproducente. Nel film in particolare, vediamo anche esempi di feedback tutt’altro che costruttivi: orientati non alla crescita dell’interlocutore quanto piuttosto alla sua umiliazione e a creare un clima di terrore e malessere. Tutto ciò che non si dovrebbe fare, per creare un clima sereno, collaborativo e produttivo sul lavoro, in cui ciascuno può esprimere il proprio talento e sentirsi davvero parte dell’organizzazione.

Ad un modello negativo, ne contrapponiamo uno positivo, quello del film L’arte di vincere: racconta di che cosa significa portare al successo e alla vittoria una squadra, attraverso la motivazione e la valorizzazione dei talenti individuali. Parla di collaborazione, capacità di adattarsi al cambiamento, innovazione e crescita per diventare più efficaci, a livello collettivo, di condivisione di valori e di emozioni. Tutti apprendimenti validi e preziosi nel mondo dello sport, come in quello organizzativo: è interessante osservare il parallelismo tra questi due ambiti, che sebbene molto diversi per certi aspetti, hanno numerosi temi comuni e punti di contatto.

Proprio sulle emozioni, sull’importanza, per il proprio benessere psico-fisico, di ascoltarle e di lasciare il giusto spazio alla dimensione emotiva proponiamo Inside out: il film d’animazione che accompagna in un vero e proprio viaggio nella propria interiorità, alla scoperta di sé e delle dinamiche che si celano dietro le scelte e i comportamenti umani. L’ascolto di sé e delle proprie emozioni è una delle competenze fondamentali non solo sul lavoro, ma in generale nella vita. Conoscere le dinamiche interiori e l’impatto emotivo che certe situazioni hanno su di sé agevola non solo il personale modo di affrontarle, ma anche le relazioni con le altre persone, e apporta così un miglioramento individuale e collettivo.

Lo stagista inaspettato affronta invece con leggerezza ma profondità e attenzione, alcune importanti tematiche molto attuali del mondo del lavoro: la difficoltà di mantenere un equilibrio vita privata e professionale, la necessità di far collaborare e dialogare persone appartenenti a generazioni diverse, con esigenze e interessi anche opposti. Questi sono temi di grande interesse per noi, e in generale per le organizzazioni: in particolare della difficoltà di trovare le leve motivazionali più giuste, abbiamo parlato anche nel nostro podcast Da dove nasce la motivazione – un dialogo tra generazioni diverse.

Speriamo che questi contenuti possano ispirare anche voi, stimolare la vostra creatività offrendovi punti di vista originali e spunti costruttivi!

C’è un film o una serie tv che ti ha particolarmente colpito o che ti ha fatto riflettere, e che aggiungeresti alla nostra lista? Raccontacelo sui social!

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