Chi è e cosa fa un Business Coach: intervista a Caterina Alessia Dibitonto

Intervista_Caterina Dibitonto
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Che cosa significa scegliere di intraprendere un percorso di Business Coaching? Quali opportunità possono scaturire sul piano professionale e personale? Caterina Alessia Dibitonto, Mentor e Avvocato esperto in diritto delle energie rinnovabili, attualmente iscritta al Programma per Senior Practitioner in Business Coaching, ha condiviso la sua esperienza, raccontandoci l’impatto profondo del percorso che sta frequentando e il valore che questo sta dando al suo progetto professionale.

Qual è stato il tuo percorso formativo e professionale? Raccontaci la tua esperienza nel mondo del lavoro prima di avvicinarti al Business Coaching.

Sono un avvocato con studi in Italia e in Galles (Regno Unito), dove mi sono specializzata in Diritto dell’Ambiente. La mia carriera comincia come giurista d’impresa in realtà multinazionali, la prima nell’Oil & Gas (Agip KCO), poi Axa IM, Costume National ed NTT.

Oggi sono Avvocato Consulente con un mio progetto professionale, che propone una offerta di servizi legali assieme a servizi di supporto alle Risorse Umane. Anni fa ho studiato Sociologia, e poi attraverso l’AIGI (Associazione Italiana Giuristi d’Impresa) ho scoperto la metodologia del Mentoring: mi sono appassionata, al punto da diventare Mentore Professionista. Possiamo dire che il focus del mio lavoro è il raggiungimento dell’obiettivo di business anche grazie ad un team integrato e motivato: lavorando su Clienti Corporate in veste di funzione operativa e collante del team, in quest’ottica ho voluto approfondire e perfezionare strumenti di comunicazione, per migliorare e rendere più efficace sia quella interna sia quella con i clienti. Ho, inoltre, esperienza nella negoziazione della contrattualistica internazionale e nella consulenza societaria.

L’aspetto che più mi appassiona, e che costituisce un po’ il fil rouge di tutte le mie esperienze, personali e professionali, è la relazione umana: relazionarmi con l’altro e affiancarlo, supportarlo, potergli essere utile. Questo è anche uno dei motivi principali per cui ho scelto di frequentare anche un percorso di Business Coaching.

Come hai conosciuto il Business Coaching?

Sono associata EMCC in veste di Mentore e ho conosciuto SCOA – The School of Coaching frequentando webinar di formazione tenuti da alcuni docenti di SCOA, di cui ho apprezzato la professionalità. Ho voluto capire cosa fosse il Business Coaching, mi incuriosiva la possibilità di essere avvocato d’affari, con un focus sul business e un interesse allo sviluppo delle risorse.

Puoi parlarci della tua esperienza da Mentor?

Ho conosciuto il Mentoring attraverso l’AIGI che mi vede oggi socio sostenitore. Il Progetto Mentoring di AIGI mi ha accolta come componente del Comitato organizzativo, dopo avermi conosciuta come loro Mentor attivo, e mi ha fatto apprezzare la metodologia al punto di decidere di studiarla in maniera professionale.

Oggi collaboro come Mentor anche con altre realtà associative come la Professional Women Network, la IKairos e la Young Women Network. L’esperienza da Mentor è andata ad arricchire il mio bagaglio professionale ed oggi è parte del mio progetto professionale “Legal for People”.

Come hai maturato la decisione di iscriverti al Senior Practitioner?

Ho voluto ampliare la conoscenza della metodologia di sviluppo delle risorse approcciandomi anche al Business Coaching, i cui strumenti sono trasversali ed utili per la mia professione di giurista: il mio modello mette al centro il cliente e la relazione con questo, gestendo in maniera professionale il suo bisogno attraverso un ascolto empatico.

Il Programma per Senior Practitioner in Business Coaching è un percorso finalizzato anche alla qualificazione per fare del Coaching una professione strutturata, ma sicuramente non solo: mi è utile per il mio lavoro di avvocato nella gestione dei Clienti e collaboratori.

Il mio modello di business si è costruito proprio facendo leva sulla parte relazionale, di cui oggi il mercato necessita e che soprattutto considero il mio vestito naturale.

Perché hai scelto SCOA – The School of Coaching?

Ho scelto SCOA per il suo modello professionale e solido, e perché è una realtà i cui docenti sono riconosciuti essere di grande professionalità ed esperienza. È sicuramente la Scuola di Business Coaching n. 1, focalizzata soltanto su questa disciplina.

Quale significato ha per te l’esperienza del Senior Practitioner?

Il Senior Practitioner mi ha fatta re-innamorare della mia professione, e anche di me stessa. Durante questo periodo di frequenza ho riscoperto lati di me e del mio lavoro che mi hanno portato a scegliere di mantenerla, anche se con un approccio più consapevole e ricco, applicando le competenze del Coaching.

In questo senso, è un percorso che arricchisce la mia cassetta degli attrezzi e lavora molto sul contesto organizzativo che frequento quotidianamente, adesso in maniera più strategica. Il corso, inoltre, ha una squadra di docenti diversificata e ricca, ciascuno con il proprio background e il proprio approccio: questa varietà consente di conoscere e apprendere un range di strumenti e metodologie completo.

Si tratta di un percorso impegnativo, sotto più punti di vista. Dura 9 mesi, impegna molti weekend, ed è strutturato e organizzato in modo meticoloso. Implica molte ore di pratica, di studio e di esercizio, ma soprattutto ti porta a intraprendere un profondo lavoro su di te, di arricchimento non solo relativo al tuo know how, ma anche personale: richiede di mettersi in gioco in prima persona, è un percorso di trasformazione e crescita.

C’è un modulo, una tecnica o un aspetto in generale del Senior Practitioner che ti ha colpita particolarmente, finora?

Il modulo 3 sull’analisi del contesto organizzativo e l’analisi del ruolo, perché mi ha consentito di assumere una prospettiva molto più attenta, attraverso il cosiddetto elicottero, che permette di considerare il proprio lavoro attuale ma anche se stessi e il contesto in cui ci si muove attraverso un occhio da osservatore esterno.

Quali sono le tue aspettative in merito al Senior Practitioner?

Ho aspettative alte di massimo potenziamento della gestione di me e l’ambizione di fare in modo che il mio progetto professionale diventi un progetto unico sul mercato, che il mio modello di business sia valorizzato al massimo livello.

Sappiamo che hai già scelto di qualificarti al termine del percorso. Ci puoi parlare di questa decisione?

La qualificazione EQA mi dà l’occasione di gestire la partecipazione al corso e lo studio del materiale propostoci con un obiettivo ambizioso, ovvero quello di affrontare una prova impegnativa, anche al fine di poterne fare una professione con una base solida, e avere la competenza necessaria per gestire un team di professionisti del settore che, attraverso “Legal for People”, possano offrire servizi di questa famiglia professionale.

Io mi sono iscritta già con l’idea di prendere la qualificazione: la desideravo per poter completare l’offerta dei servizi professionali del mio attuale progetto, e in generale perché la professione del Business Coach non è regolamentata. Come ho già detto, avendo l’idea di arricchire il mio bagaglio professionale di avvocato, ho pensato che la qualificazione EMCC potesse propormi al mercato come professionista seria e affidabile.

In realtà poi, cammin facendo, le cose sono cambiate: la farò senza dubbio indipendentemente dallo sbocco professionale di Business Coach, poiché dà un prezioso valore aggiunto a tutti gli apprendimenti acquisiti durante il percorso e perché dà una possibilità ulteriore, ma diciamo che non è più prioritaria per me. Il Senior Practitioner infatti mi ha sorpreso, mi ha permesso di sviluppare consapevolezze nuove non solo a livello professionale: prima pensavo che solo il percorso potesse non essere abbastanza, ma invece ha avuto un impatto ben oltre le mie iniziali aspettative, mi ha lasciato così tanto!

A chi consiglierebbe, secondo la sua esperienza ed opinione, di iscriversi al Senior Practitioner?

Lo consiglio in particolare ai manager, ma in realtà a chiunque voglia lavorare sul proprio potenziale prima ancora che su quello di altri professionisti. È un percorso utile a tutti, è impegnativo e dunque indirizzato a professionisti ambiziosi. È infatti altamente specializzante, con la qualificazione ti dà un titolo professionale, ma permette di allenare le competenze per essere un professionista migliore, di dare un nuovo taglio al proprio lavoro, qualunque esso sia (avvocato, manager, dirigente, HR, medico, insegnante).

Puoi parlarci del tuo nuovo progetto professionale? Il Senior Practitioner è funzionale anche a questo??

Il mio progetto professionale ha una offerta duplice: quella dei servizi legali con il mio modello di giurista “relazionale” focalizzato sull’ascolto autentico del bisogno del cliente, e quella dei servizi di sviluppo delle risorse che si sta definendo e rafforzando nel tempo.
Il Programma per Senior Practitioner in Business Coaching mi sta offrendo utili strumenti per la gestione operativa del piano di sviluppo del mio neonato progetto professionale, non solo per le competenze e gli apprendimenti in aula.

In particolare, la parte del mio progetto che sta prendendo vita e colore nelle ultime settimane è frutto proprio degli stimoli ricevuti dal Senior Practitioner, grazie al percorso di riflessione ed evoluzione messo in atto, e anche alle persone incontrate in classe e durante le ore di pratica, ed agli intensi legami instaurati.

Vuoi sperimentare in prima persona i benefici del Business Coaching? Iscriviti al Programma per Senior Practitioner in Business Coaching!

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