Business Coaching: un piano B?

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Il mercato del Business Coaching è uno dei pochi a non aver subito incrinazioni nel 2020.

L’efficacia di questa metodologia è sempre più riconosciuta nel panorama italiano e mondiale, tanto da rendere il Business Coaching un servizio sempre più richiesto da aziende e imprese di ogni ambito.

In generale, già dagli ultimi anni prima del 2020, si è verificato un aumento di consapevolezza dell’utilità e della necessità di applicare gli strumenti e le metodologie del coaching all’interno delle realtà organizzative: si è riservata un’attenzione sempre maggiore all’aspetto umano, relazionale ed emotivo, partendo dall’idea sempre più condivisa e diffusa che un’azienda non è costituita solo da numeri e obiettivi di business, ma anche e soprattutto da persone.

Questa tendenza ha poi paradossalmente subito una forte accelerazione in seguito alla pandemia. Il covid-19 ha infatti accentuato il bisogno di porre attenzione a questi aspetti e di conseguenza anche di allenare un approccio relazionale e organizzativo in chiave coaching. I cambiamenti significativi degli ultimi tempi hanno messo molti di fronte a gravi difficoltà non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista psicologico ed emotivo.

Molte aziende sono state colte di sorpresa, costrette all’improvviso a rivoluzionare completamente i loro asset organizzativi e a ridefinire strategie e budget.
Milioni di lavoratori si sono ritrovati, da un giorno all’altro, a “vivere in ufficio”, a causa dello smart working, senza più contatti diretti con i colleghi, con un’organizzazione del tempo e degli spazi di lavoro totalmente nuovi e diversi da prima.

Il clima di incertezza costante, dovuto al fatto che si è trattato di una situazione senza precedenti e del tutto ignota, a cui nessuno era preparato, e all’impossibilità di fare pianificazioni e programmazioni, ha inevitabilmente generato ansia, paura, sconforto.

Il complesso quadro di reazioni psicologiche ed emotive variegate e imprevedibili, e la necessità di affrontare in modo efficace questi cambiamenti repentini e spesso disruptive, hanno reso ancora più urgente l’applicazione degli strumenti e delle metodologie di una pratica come il Business Coaching. Nelle aziende è infatti diventato ancora più decisivo:

  • acquisire la capacità di stare nel cambiamento, non solo di sopravvivere ad esso ma coglierne le opportunità di crescita, per uscirne più forti, con un valore aggiunto e un potenziale più elevato;
  • aumentare la consapevolezza, a livello sia individuale che collettivo, del contesto in cui ci si muove e sulle risorse disponibili, così da prendere decisioni ottimizzate ed efficaci;
  • riconoscere le emozioni, dare loro ascolto e sapere come gestirle in modo opportuno.

Si tratta quindi di un business in forte crescita: ma che cosa significa essere un Business Coach? Chi può diventarlo? E quali sono i motivi per cui si dovrebbe scegliere di intraprendere questa carriera?

Per poter diventare Business Coach si rivela innanzitutto fondamentale un impegno sentito e costante alla pratica, che può nascere solo da un interesse autentico e una partecipazione piena a certi temi, valori e obiettivi. Credere nel valore della pratica è parte integrante del mestiere stesso.

Le competenze principali che definiscono questa professione sono infatti professionali e personali al contempo: non sono utilizzabili solo al momento del bisogno, durante le sessioni con i clienti, ma devono essere agite quotidianamente e allenate in ogni ambito della vita. Si tratta di un esercizio continuo, che non può essere interrotto al termine dell’incontro con il Coachee.

Per potersi porre in modo efficace di fronte a quest’ultimo, il Coach deve essere disposto ad un costante lavoro su di sé, a mettersi in discussione e riflettere sulle sue esperienze per poter apprendere da queste. Deve cioè essere orientato ad un dialogo aperto, che possa portare ad uno scambio reciproco e così davvero fruttuoso. Uno dei requisiti fondamentali di questa professione è proprio la capacità di instaurare relazioni autentiche, rese possibili da una propensione all’ascolto dell’altro e da una ricerca genuina di interscambi costruttivi.

Essere Business Coach incoraggia ad una costante evoluzione che implica una preparazione in itinere: da un lato la metodologia deve essere adattata di volta in volta alle esigenze del cliente e alla situazione particolare, dall’altro lato le competenze devono affinate e rafforzate e la propria cassetta degli attrezzi arricchita e aggiornata.

Spesso la decisione di intraprendere la carriera di Business Coach è spinta da una sorta di “vocazione”: nasce dal riconoscimento del bisogno di questa pratica nel mondo, del suo valore e dei suoi benefici, oltre che dal desiderio di mettere le proprie competenze ed esperienze a disposizione.

In molti casi diventa Business Coach chi ha già avuto un’esperienza in azienda: si tratta per lo più di manager, che entrando in contatto con il coaching in qualità di Coachee, rimangono affascinati dalla pratica e dalla sua efficacia. Così scelgono di approfondire la disciplina e farne la loro professione, mossi dalla volontà di mettere a disposizione di altri la propria esperienza manageriale e di darle una seconda vita.

Talvolta capita che questa strada venga intrapresa a seguito della chiusura di un percorso aziendale, che per motivi differenti, non è più in linea con i valori e l’ambizione della persona, ma questo non esclude una forte motivazione e propensione a far crescere e rendere consapevoli del proprio valore.

L’esperienza manageriale e la conoscenza delle dinamiche aziendali, inoltre, possono fare la differenza per un futuro Business Coach perché consentono una migliore comprensione delle tematiche affrontate nelle sessioni di coaching, oltre a garantire una maggior credibilità e affidabilità del Coach in relazione ai bisogni dei propri coachee.

Come abbiamo visto, quello del Business Coach è un mestiere che può – e per essere svolto al meglio deve – essere intrapreso perché lo si percepisce come il più adatto a sé e non, come erroneamente si potrebbe pensare, solo come un piano B.

I motivi per cui intraprendere questa carriera, sono allora:

  • Il mercato favorevole: è un business che non ha subito arresti, ma anzi è in crescita; si tratta infatti di una disciplina di cui c’è sempre più bisogno nella società e nelle organizzazioni, ed è quindi sempre più urgente diffonderne la metodologia e gli strumenti;
  • La possibilità di allineare il lavoro a valori e obiettivi importanti a livello personale: attenzione all’aspetto umano, offrire un sostegno concreto alle altre persone nel loro processo di sviluppo, favorirne la crescita professionale contribuendo con le proprie esperienze diversificate.
  • Credenza forte nel valore della metodologia e dell’allenamento costante alla pratica, per apportare un miglioramento concreto nei contesti organizzativi e, più ampiamente, alla società e al mondo.
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