Perché servirsi delle Management Constellation per facilitare i propri clienti | Intervista ad Annarita Galanto

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Cosa sono le Management Constellation?

Come sono nate?

A cosa servono?

Queste le domande che ci vengono poste quando parliamo di Management Constellation, strumento per Coach, manager, facilitatori, trainer e consulenti promosso in collaborazione con SysMaCon e SCOA – The School of Coaching da Georg Senoner e Annarita Galanto, Docenti di SCOA – The School of Coaching. 

Abbiamo chiesto ad Annarita Galanto di parlarci di come ha scoperto questo versatile strumento e in che modo si rivela una risorsa preziosa per la facilitazione e il sostegno al proprio cliente, anche attraverso il digitale. 

Come hai scoperto la Management Constellation?

Ho sentito parlare la prima volta delle Costellazioni da una mia amica che le aveva sperimentate all’interno di un percorso psicoterapeutico. II suo entusiasmo per la potenza del metodo mi incuriosì e cominciai a fare delle ricerche per capire in maniera più approfondita di cosa si trattasse. Scoprii Bert Hellinger, il padre delle Costellazioni Familiari, e lessi subito due delle sue opere : Riconoscere ciò che è. La forza rivelatrice delle costellazioni familiari e Il grande conflitto. La psicologia della distruttività e le strade per la riconciliazione, due letture molto interessanti. 

Proponevano un approccio decisamente innovativo e questo mi spinse ad  approfondirne ulteriormente le peculiarità.

Alla nascita delle Costellazioni Manageriali hanno contribuito anche autori come Matthias Varga von Kibéd e sua moglie Insa Sparrer, che hanno portato il metodo ad un livello decisamente più laico, attingendo al pensiero sistemico costruttivista e alla Solution Focused Therapy (De Shazer). Gunthard Weber, psichiatra e imprenditore nonché allievo di Bert Hellinger, intuì quanto la ‘messa in scena’ potesse essere uno strumento utile per comprendere le dinamiche aziendali e organizzative. Fondò infatti un gruppo di ricerca internazionale per studiare e sviluppare ulteriormente questa metodologia. 

I lavori di questo gruppo furono raccolti in un libro dal titolo Organisationsaufstellungen – Costellazioni Organizzative e presentati nel 1998 al primo congresso sul metodo a Wiesloch, vicino a Heidelberg. 

Hellinger, originariamente un missionario cattolico che abbandonò in seguito il suo abito talare, usava le costellazioni per ristabilire un ordine superiore (che riteneva universale) nei rapporti tra i membri della famiglia. 

Le Management Constellations, invece, hanno come focus quello della ricerca di scelte e comportamenti alternativi.  

Le mie ricerche mi portarono a Georg Senoner, fondatore e partner dell’istituto SysMaCon, ai suoi corsi e laboratori. Trovavo interessante la sua scelta di discostarsi dalla natura delle Costellazioni familiari e di prendere spunto solo da alcuni principi (es. il principio sistemico e la rappresentazione scenica). 

Georg aveva sviluppato negli anni, con un gruppo di studiosi ed esperti di teorie organizzative, una metodologia, appunto quella delle Management Constellations, che in realtà aveva ben poco in comune con le costellazioni familiari. 

Georg Senoner era stato un imprenditore industriale e questo retaggio lo aveva convinto a sviluppare, insieme all’allora responsabile dello sviluppo del personale di Migros, Claude Rosselet, il metodo come strumento di management non limitandolo solo alla consulenza ma accogliendo contaminazioni dalle teorie legate alle neuroscienze e ad altri approcci sistemici di management. Questo sodalizio li portò poi alla stesura del primo manuale di Management Constellation – Le Strutture del Successo

Come utilizzi questo strumento nelle tue sessioni di Coaching e di training?

Le Management Constellation rappresentano una modalità efficace per facilitare e ampliare la presa di coscienza di un individuo o di un gruppo rispetto ad una situazione. 

L’approccio sistemico e l’integrazione nel processo di riflessione che emerge durante una sessione di Coaching, permettono un’analisi veloce e ordinata di ciò che accade e di come accade, grazie anche alla possibilità che questo approccio dà, di accesso al sapere implicito, alle sensazioni e alle emozioni che accompagnano il flusso dei nostri pensieri.

Durante una sessione di Coaching si mette, per esempio, in scena l’obiettivo, le risorse, i limiti e tutti gli altri elementi che caratterizzano il tema che il Coachee ha deciso di affrontare, permettendogli un’analisi e una lettura alternativa di tutti gli elementi in gioco, estremamente immediata ed efficace.

Le Management Constellation rappresentano anche uno  strumento da utilizzare in ambito formativo o consulenziale, possono ad esempio facilitare processi di co-creazione, se applicate ai modelli classici come la Swot-Analysis o le Strategy Maps.

È possibile osservare ed eventualmente modificare il proprio stile di leadership in relazione al contesto di riferimento, in modo da agire più efficacemente adottando e allenando comportamenti alternativi più congrui. 

Inoltre aiutano a migliorare la comunicazione: il significato di un messaggio per il ricevente non è interpretato solo a livello razionale e cosciente, ma in larga misura a livello implicito. Le Management Constellation ci permettono di simulare e ottimizzare l’impatto della nostra comunicazione sugli altri, aggiustando il tiro e rendendola più efficace.

In altre parole, questa metodologia permette di osservare la realtà da differenti angolazioni, di sperimentare i punti di vista degli altri (attori insieme al protagonista nello stesso contesto di riferimento), di vedere il mondo con gli occhi dell’altro cogliendo tutto il ventaglio di informazioni che il corpo, i sensi e le emozioni ci offrono e permettendoci così di ampliare maggiormente la visione d’insieme.

Le Costellazioni sono anche uno strumento di simulazione, che permette ai partecipanti di ‘sperimentare sulla propria pelle’ la logica di un modello teorico o di una determinata situazione pratica. I rapporti tra le variabili vengono rappresentati nello spazio evidenziando così interazioni e collegamenti. Il valore aggiunto di questa metodologia è quindi la possibilità di dare corpo ai nostri costrutti mentali, alle nostre mappe mentali, rappresentandole nello spazio fisico, proprio come sopra un palcoscenico.

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Qual è stato il contesto in cui le hai trovate maggiormente efficaci?

Le Management Constellation sono efficaci, proprio per le loro caratteristiche intrinseche, in riferimento a vari aspetti. Possono, per esempio: 

  • aiutare a comprendere e gestire situazioni complesse 
  • a mettere a fuoco le dinamiche in corso 
  • a trovare il punto di leva per sbloccare e sciogliere i nodi di una questione

In più agevolano il processo decisionale quando si affronta un dilemma o quando ci si trova ad un bivio.

Aiutano a captare anche i segnali più deboli che possono fare la differenza mettendoci a disposizione un maggior numero di informazioni, aumentando la nostra consapevolezza e facendo emergere le dinamiche in atto. Nei gruppi, mettono in evidenza le posizioni dei singoli, aiutano a rendere esplicite e a far convergere le intenzioni dei singoli, per poi coinvolgere tutti in una decisione condivisa e un impegno collettivo. 

Nelle situazioni problematiche, il metodo delle Costellazioni permette di bypassare i filtri delle credenze e delle abitudini consolidate e a simulare azioni e comportamenti non ancora pensati o prematuramente scartati. 

Le Management Constellation sono utili anche nella risoluzione dei conflitti, dove hanno la meglio emozioni forti e difficilmente controllabili. Per le parti in conflitto le parole dell’altro sono cariche di pregiudizi e accuse tali da azzerare ogni comunicazione di buon senso. Con le Costellazioni si riduce l’uso delle parole a favore del linguaggio scenico. La chiarezza che ne emerge facilita l’avvicinamento.

 Chi, secondo te, può trarne maggiore beneficio? Perché?

Io credo che le Costellazioni debbano essere utilizzate come un linguaggio, un differente modo per leggere, interpretare, chiarire e quindi agire nella realtà in cui si opera e si interagisce con altri. In quest’ottica le Management Constellation possono essere utilizzate non solo da consulenti, formatori e Coach, ma anche da manager e imprenditori. Pensiamo ai delicati processi di cambiamento che queste figure si trovano spesso ad affrontare: possono essere un valido strumento per individuare le resistenze, i colli di bottiglia, per dare risposte a domande aperte, per sviluppare e simulare nuove idee e comunicare in maniera efficace e convincente le innovazioni. 

Parlaci della Management Constellation nell’era delle sessioni digitali

Sono molto orgogliosa di raccontare che si è appena conclusa con grande successo la prima edizione in modalità digitale del Master in Management Constellation, grazie alla preziosa collaborazione di SysMaCon e al grande contributo di Georg Senoner che con maestria ha accompagnato i partecipanti nel loro percorso di apprendimento. Abbiamo progettato un corso estremamente innovativo che ha permesso ai partecipanti di sperimentare questa metodologia anche da remoto.

Il percorso offre diverse modalità di apprendimento: dispense online, video lezioni di approfondimento, webinar, esercizi di approfondimento da  sperimentare tra un collegamento e il successivo, grazie a questo i partecipanti riescono in brevissimo tempo a utilizzare questo incredibile strumento facendolo proprio, rendendo le sessioni online molto interessanti.

Il segreto è proprio nell’utilizzare le Management Constellation come un linguaggio, che può quindi esprimersi in maniera estremamente efficace anche attraverso canali virtuali.

Utilizzarle in questa modalità, rappresenta per i Coach e per tutti coloro che ne affinano la conoscenza, uno strepitoso strumento evolutivo, di grande impatto ed efficacia, che riesce a superare ogni ostacolo spazio/temporale accompagnando il cliente nel suo percorso di presa di coscienza e creando con lui una straordinaria e proficua connessione. 

È come se ‘costellatore’ e ‘costellato’ iniziassero una danza che prescinde dalla distanza e che grazie alle nuove tecnologie riesce a realizzarsi nello spazio virtuale disponibile.

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