La creatività come strumento del Business Coaching: 4 tecniche per incentivare il pensiero creativo

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Durante il settimo modulo del percorso di Senior Practitioner, tenuto dalla nostra Senior Business Coach, Partner e Docente SCOA Anja Puntari, abbiamo esplorato le potenzialità della creatività applicate al Business Coaching.

Lo scopo del Business Coaching è creare consapevolezza e valore all’interno della dimensione lavorativa e professionale del Coachee e diffondere la cultura del Business Coaching in azienda. Ed è proprio questo che il Coach fa: aiuta il Coachee a creare e a pensare in termini creativi. La creatività ci permette, come Business Coach, di aiutare il Coachee a maturare quella consapevolezza che altrimenti sarebbe arduo sviluppare.

Questo è il ruolo della creatività nel Business Coaching

“Guarda la situazione dall’alto, prendi la “Helicopter view” e come con una telecamera registra l’accaduto. Rivedi e rivivi la scena critica. Cosa vedi? Dove sei? Chi è presente? Come agiscono?”.

Queste ed altre sono le domande che si vengono a creare durante una sessione di Coaching, e sono poste dal Coach per facilitare l’analisi della situazione vissuta dal suo cliente. Ma il Coachee molto spesso si trova in difficoltà quando deve raccontare ciò: questo perché descrivere in modo chiaro e semplice le sensazioni provate e il proprio vissuto implica uno sforzo non indifferente, ed alcuni si trovano in difficoltà ad esprimerli.

Il Coach allora deve far appello alla sua cassetta degli attrezzi e servirsi di strumenti e tecniche creative per aiutare il Coachee a fare chiarezza. 

Vediamo quali.

Gli strumenti, i tool e le tecniche che il Coach mette in pratica sono numerosissimi, e tra questi ci fa piacere condividere alcuni:

  • la metafora
  • la mappa mentale
  • la tecnica della mosca
  • il role play

La metafora per generare comprensione e consapevolezza

Anja Puntari riflette sul ruolo della metafora nella relazione di Coaching: “cosa aiuta le persone a vedere, e quindi a comprendere e comprendersi meglio? Servirsi di metafore. Il Coaching è un percorso di sviluppo composto da elementi diversi di cui uno è ottenere chiarezza, cioè percepire meglio il proprio contesto o la propria sfida per raggiungere con successo l’obiettivo desiderato. La metafora può venirci in aiuto in questo passaggio”.

Che cos’è la metafora? É un sostituto. Permette di esprimere un concetto servendosi di un altro. Ciò aiuta a prendere distanza dall’ argomento affrontato, di essere meno emotivamente coinvolti, di vedere con più chiarezza. Permette anche di rendere visibile l’invisibile, attraverso la metafora scopriamo aspetti e cose di cui non eravamo consapevoli. 

La metafora è perciò utile per identificare la situazione e analizzarla da diversi punti di vista.

Ad esempio, se il Coachee fosse un animale, una pianta, una città, quale sarebbe? E che qualità e le caratteristiche avrebbe? 

“Ti suggerisce qualcosa?” è la domanda che il Coach pone al cliente per “concretizzare” la metafora alla situazione corrente portata in sessione.

Servirsi della metafora permette al Coach di:

  • Estrarre ed esplicitare qualità di un fenomeno, tema o problema
  • Dare spazio all’intuizione
  • Accedere a risonanze emotive
  • Muovere l’immaginazione
  • Scoprire energie latenti

Per chi volesse lavorare con delle metafore visive nel digitale Anja consiglia di usare le art gallery on-line dei vari musei. Per esempio la Pinacoteca di Brera ha una collezione on-line interessante contenente tante opere di epoche diverse. La Galleria Nazionale Finlandese offre la possibilità di navigare le collezioni impostando una serie di filtri, per esempio l’epoca e genere di arte che si vuole usare come stimolo nella sessione. Qui il limite è solo la nostra fantasia.

La mappa mentale

Questa tecnica, principe nelle sessioni di brainstorming, aiuta il Coachee a ricostruire i vari componenti e le relazioni presentate nella situazione portata nel Coaching.

Consiste nel far scrivere al Coachee al centro di un foglio bianco il tema, la situazione o la criticità che gli interessa approfondire e a raggiera segnare tutte le parole che vengono in mente ed associarle al tema core riportato al centro.

Alcune di queste nuove idee possono essere a loro volta analizzate in modo analogo, andando sempre più verso la costruzione di una mappa che esplori tutte le soluzioni possibili.

Eventualmente il Coach può chiedere al Coachee di costruire degli aggregati fra gli aspetti simili per poi analizzarli e approfondirli in ordine di importanza.

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Finalità di questa tecnica creativa sono:

  • Articolare, scomporre un tema, coglierne le sfaccettature
  • Analizzare un problema, costruire una base di elementi costitutivi o correlati
  • Identificare fattori più o meno gestibili e scegliere quelli su cui intervenire
  • Sgrovigliare un nodo, trovare il bandolo della matassa per usare, appunto, una metafora

I mind map si possono ovviamente fare anche in digitale. Per chi volesse avventurarsi in questa direzione Mindmup è disponibile anche in una versione gratuita e compatibile con il sistema Google Drive.

La mosca

“Ti va di provare a vedere la situazione da un punto di vista completamente diverso?” chiede il Coach quando il suo Coachee si trova in difficoltà ad analizzare un avvenimento.

“Prova ad immaginare di essere una mosca molto intelligente che passa di lì e vede ciò che accade. Cosa vedi?” 

Il Coachee quindi descrive ciò che vede, dall’alto della prospettiva della mosca. “Chi c’è nella scena che osservi? Chi sono gli attori? Che atteggiamenti hanno?”

L’analisi prosegue con lo studio di come i personaggi coinvolti si comportano, cosa dicono,  con quale tono di voce etc.

In generale, l’obiettivo di questa tecnica è fare chiarezza sulla dinamica complessiva dell’accaduto e su quali elementi è bene concentrarsi. Elementi che spesso non sarebbero stati mai presi in considerazione senza lo sguardo “dall’alto” della mosca. 

Il Coach rendendo il suo Coachee una mosca, attiva dentro di lui una maggiore chiarezza e consapevolezza su tutte le dinamiche e parti in gioco. 

Una volta fatto tornare “a terra”, il Coachee sarà in grado di descrivere i punti chiave, nuovi o diversi, che ha osservato coi suoi occhi da mosca. Nasceranno spunti di riflessione e criteri di analisi che prima non avrebbe mai considerato.

La tecnica della mosca permette di:

  • Spostare il punto di vista, uscire dalla propria ottica
  • Vedere le cose da una prospettiva “neutra”, oggettiva e più ampia
  • Cogliere la dinamica complessiva fra i diversi attori di una situazione

Il Role Play

Con il role play il Coach aiuta il Coachee a rivivere una scena critica e a mettere in atto il comportamento agito, come in una scena teatrale che ripropone l’accaduto. Il Coachee può vestire i panni di se stesso e il Coach interpreterà la parte dell’interlocutore implicato o viceversa.

Il Coach durante il role play annota i principali contenuti, azioni, atteggiamenti espressi dal Coachee, e in conclusione il Coach attiva un debrief del processo, fornendo un feedback su tutto ciò che ha osservato e percepito nei comportamenti del Coachee durante la sperimentazione e sull’impatto che ha avvertito dentro di sé nei vari momenti. Segue un momento di valutazione sull’efficacia del comportamento agito e le successive messe a punto per affinarli.

Il role play creativamente:

  • Sperimenta una strategia comportamentale in azione
  • Verifica e mette a punto i comportamenti
  • Coglie l’impatto di un comportamento dal punto di vista altrui
  • Analizza l’efficacia di un comportamento
  • Aiuta a rivivere le emozioni presenti nella scena

Cosa otterrai da approcci creativi?

Per creare valore, si è visto che è necessario uscire dai binari canonici a cui siamo abituati ed esplorare altre prospettive, servirsi di altri strumenti in modo da raggiungere output e riflessioni che allargano lo sguardo del Coachee. 

Il Coach si servirà di più strade per esercitare creativamente la sua professione e facilitare il cliente a guardare oltre la sua prospettiva, fornendogli questi strumenti per analizzare le sue esperienze sotto una diversa ottica.


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