Il metodo flowknow®: come seguire il flusso del cambiamento con la creatività

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Intervista a Cristina Nava

Il tool-kit flowknow® di Performant by SCOA nasce da un progetto di Anja Puntari, Senior Business Coach e Cristina Nava, Executive Business Coach. 

Abbiamo intervistato Cristina per capire come e con quali tecniche utilizza questo strumento creativo, nella sua professione di Executive Business Coach. 

Il metodo flowknow®, proprio come un flusso, si adatta ai tempi e agli spazi e assume nuovo valore in base alle esigenze del Coach, del Coachee e del contesto sociale di questo Next New Normal. 

Scopriamo come, insieme alla sua co-creatrice.

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Da cosa nasce l’idea del tool-kit flowknow®?

Flowknow® è nato in un momento di transizione in cui noi, Business Coach di Performant by SCOA, dovevamo capire cosa volevamo diventare. 

Sono una grande appassionata d’arte e Anja è un’artista contemporanea. Un giorno, anni fa, dovevamo lavorare sulla nostra strategia e Anja mi propose di incontrarci all’Hangar Bicocca, invece che in ufficio. Proprio lì, tra le opere esposte di Tomàs Saraceno ci siamo rese conto di quanta forza ed energia eravamo in grado di esercitare nel business, grazie allo stimolo dell’arte.

Parlaci della tua esperienza con il metodo flowknow® e di come lo utilizzi nel tuo lavoro di Coach?

Il metodo flowknow®  ha diverse componenti che possono facilitare le sessioni di Business Coaching. I mazzi di carte delle competenze manageriali e delle emozioni, ad esempio, mi accompagnano sempre.

Li uso sicuramente per agevolare il Coachee nell’analisi del ruolo e del contesto, e nell’interpretazione del ruolo stesso: le carte delle competenze evidenziano infatti le differenze di cluster tra competenze tecniche, realizzative, gestionali e relazionali, associandole ai semi delle comuni carte da gioco.

Ciò è utile per capire,in alcuni casi, se le competenze che il Coachee ritiene di dover allenare siano o meno differenti da quelle attribuite al ruolo dall’organizzazione: le carte facilitano questa analisi e consentono di trovare un modo per conciliare le due diverse prospettive.

Mi servo dello strumento anche durante la fase di opening o di conoscenza di clienti nuovi: si rivela utile come icebreaker, per superare un blocco iniziale e per far emergere l’obiettivo o il motivo che ha portato aziende o clienti a scegliere lo strumento del Coaching. 

Voglio raccontarti un episodio che si è verificato durante una sessione in digitale con un mio Coachee.

Il cliente, manager EMEA di una multinazionale, si presenta in sessione demoralizzato e stanco: sta affrontando un brutto periodo di lavoro. Non può demordere fino a marzo, quando scadrà la deadline del progetto, di cui è responsabile.

Nonostante il progetto sia molto interessante e la prospettiva per lui stimolante, emergono chiari sentimenti di amarezza e frustrazione. All’inizio della sessione, inoltre, mi confessa di non avere argomenti di cui parlare, anzi, spera che io glieli suggerisca!

Con le carte, invece, il mio Coachee è riuscito a superare questa iniziale impasse: è riuscito a identificare la sua sfida e abbiamo lavorato talmente tanto che le due ore di sessione programmata non sono bastate. Attraverso le immagini e le metafore, abbiamo individuato gli argomenti per lui difficili da esplicitare: senza la facilitazione delle carte sarebbe stato tutto più complesso e limitato.

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Il nome di questo strumento, flowknow®, contiene in sé il termine flusso, che ne lascia intendere una grande versatilità di applicazione e di utilizzo. Parlaci di questo aspetto, nella tua esperienza lavorativa

Ho visto rappresentare una Costellazione con le carte di flowknow®, e mi viene in mente che  lo strumento delle Management Constellation, se integrato con con le carte, crea una combinazione molto potente in termini di apertura a nuove interpretazioni e scoperta di nuovi stimoli. 

Posizionare la carta che il Coachee ha scelto per rappresentare la sua sfida al centro del desk e intorno a essa disporre le carte con le competenze da mettere in campo per affrontarla, può rappresentare un interessante esercizio.

Tra l’altro, nel momento in cui il Coachee sceglie una carta, questa assume il valore di elemento simbolico e diventa più facile da rievocare: l’immagine dell’opera d’arte o la fotografia diventa fedele compagna di viaggio, richiama alla mente del Coachee anche l’intero percorso di Coaching vissuto, mantenendo viva questa esperienza e l’obiettivo raggiunto.

Una delle funzioni delle carte è quella di migliorare l’alfabetizzazione emotiva. Pensi che in questo momento particolare, tra emergenza Covid e Next New Normal, le carte possano avere un ruolo particolarmente importante?

Certo. Ne ho parlato con Francesco Gaeta, giornalista e Stefano Favale, responsabile della Global Transaction Banking di Intesa Sanpaolo nella rubrica di Performant by SCOA La Leadership secondo me. È indubbio che il modo in cui abbiamo vissuto le emozioni durante  l’emergenza Covid ha avuto degli effetti sul business e sulle persone.

Per quanto riguarda strettamente l’uso di questo strumento, non mi ricollegherei soltanto alla situazione Covid ma ad ogni momento di fatica e stress, indipendentemente dal periodo storico. Quando ci si sente sopraffatti, il metodo flowknow® aiuta identificare le proprie emozioni e il proprio sentito anche a livello semantico.

Spesso non possediamo un vocabolario emotivo puntuale e preciso. Non cogliamo le varie sfumature del nostro sentito e tendiamo a generalizzare le nostre emozioni. 

Un esempio concreto è dato dalla parola “ansia”. Riconduciamo molte sensazioni a questo concetto – basti pensare a quando siamo stressati o preoccupati – e abusiamo spesso di questo termine. 

Invece, con una riflessione più approfondita su quello che sentiamo, potremmo ampliare il nostro spettro dell’alfabetizzazione emotiva e fare una lettura delle nostre emozioni più specifica: saremo così in grado di dare una vera voce alle emozioni, di gestirle e magari anche di trasformarle.

A causa del lockdown e dell’emergenza Covid ci siamo spostati sul digitale. Come si è adeguato a questo cambiamento il metodo flowknow® e quali sono le differenze tra l’uso online e in presenza?

Il Metodo flowknow® è estremamente pratico e originale, e si presta sia alle sessioni in presenza che da remoto.

Dato che nei mesi di remote working la possibilità di disporre di strumenti di facilitazione in digitale si è rivelata particolarmente utile, abbiamo studiato e sviluppato una web app utilizzabile con i nostri clienti.

Di certo ci sono delle differenze, ma entrambe le modalità di fruizione del tool-kit hanno dei vantaggi.

Durante le sessioni di Coaching in presenza sono coinvolte delle componenti di prossemica e di spostamento fisico delle carte. Posizionare una carta vicino o lontano, ad esempio, ha un valore molto importante e offre una lettura da approfondire con il Coachee.

La fruizione in virtuale, invece, consente di ridurre gli elementi di disturbo. A volte scelgo una traccia musicale e silenzio il mio microfono, per lasciare al mio Coachee lo spazio di riflessione necessario senza che la mia “presenza” on-line sia un impedimento.

LEGGI ANCHE: https://schoolofcoaching.it/coaching-e-team-coaching-online/

E tu, conosci il tool-kit flowknow®? Qual è il modo più creativo in cui lo hai utilizzato?

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