Perché il Team Coaching richiede due Coach e quali sono i benefici per il team

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Ad ognuno di noi è capitato almeno una volta di assistere all’operato di un team che non esprime al meglio le proprie potenzialità. 

In questi casi ci si può avvalere di un percorso di Team Coaching che favorisca le prestazioni e la crescita sia individuale che collettiva dei suoi componenti.

Qui di seguito proponiamo un caso studio che descrive in che modo una coppia di Team Coach – che potremmo equiparare a un team within the team! – ha accompagnato una squadra in un percorso di allenamento e di sviluppo.

Il Team Coaching secondo SCOA – The School of Coaching

Il Team Coaching secondo l’approccio di  SCOA – The School of Coaching, portato in azienda dai Coach di Performant by SCOA, prevede la presenza di due Team Coach professionisti. 

A determinare questa necessità ci sono molteplici motivazioni che potremmo riassumere in tre punti.

In primo luogo, l’efficace gestione delle sessioni comporta sia la conduzione, sia l’osservazione attenta dei partecipanti. In secondo luogo, è necessario un presidio mirato del contributo dei singoli, che non è mai “sincrono”: durante il percorso del team, infatti, i singoli membri affrontano anche un percorso individuale caratterizzato da ostacoli e leve molto personali. La terza motivazione è favorire l’apprendimento “imitativo” da parte del team che può osservare una rappresentazione plastica dell’affiatamento tra i Coach e la loro modalità di interazione.

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Un Case Study

Di recente, due dei nostri Coach di Performant by SCOA hanno accompagnato, in un percorso di Team Coaching, il leadership team della filiale italiana di una multinazionale europea.

Data la recente nomina dell’amministratore delegato, il team si trovava in un fase di transizione che creava non poche difficoltà: per quanto la distribuzione dei ruoli all’interno del team fosse rimasta invariata col suo arrivo, ognuno agiva esclusivamente nell’ottica di portare a termine i propri compiti.

In poco tempo, la situazione era degenerata a tal punto che sarebbe stato difficile individuare una ripartizione di responsabilità, non solo sul piano operativo, ma addirittura sul piano decisionale.

Il percorso di Team Coaching aveva dunque come obiettivo la realizzazione di una efficace dinamica di squadra: era necessario orientare l’azione del team verso i risultati che la filiale si era riproposta di raggiungere.

Durante il percorso di Team Coaching e parallelamente ad esso, attraverso le sessioni individuali con il Team Leader, è risultato determinante disporre di due Team Coach nelle sessioni collettive che mantenessero l’attenzione sulle modalità di dialogo tra il team e il più importante dei membri in termine di potere – l’amministratore delegato, che in questo caso era anche il più estraneo al team stesso.

Tale dinamica, tra l’altro, si intrecciava con quella già in atto tra i preesistenti membri del team che si erano visti improvvisamente orfani della figura che li aveva precedentemente guidati.

Con l’ausilio del Coaching, il team ha costruito su misura un nuovo linguaggio di scambio e di dialogo, attingendo sia da quello del nuovo Leader, sia da quello già esistente all’interno della squadra.

Adesso, alla fine del percorso, il team è in grado di seguire in maniera efficace tutti gli step del processo decisionale, di ottenere gli obiettivi prefissati e soprattutto di trovare soluzioni alternative qualora non sia stato in grado di raggiungerli.

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Perché è utile servirsi di due Team Coach

Il case study che abbiamo riportato, rappresenta un caso esemplare.

Il team trae maggiore beneficio da un percorso di Team Coaching guidato da due Coach perché, in coppia, essi sono in grado di attuare un osservazione comportamentale più efficace all’interno di gruppi di 8-12 persone, ma anche perché essi stessi rappresentano un modello relazionale e comunicativo caratterizzato da attitudini diverse e complementari.

L’eterogeneità dei due Coach diventa un eccezionale punto di forza nella gestione della diversità interna al team. 

Durante le sessioni, uno dei dei due Coach può assumere il controllo del processo di Coaching ponendo domande e coordinando gli interventi dei partecipanti, mentre l’altro può svolgere il ruolo di osservatore riflessivo dei comportamenti individuali e delle dinamiche interne al team. 

Al termine di ogni fase di discussione, i due Coach possono condividere le rispettive osservazioni con il team fornendo un feedback articolato e diversificato sulla base delle loro specifiche competenze ed attitudini.

Ne consegue che la prospettiva di due Team Coach è sempre utile, e lo è ancor di più quando il team è costituito da persone con stili di apprendimento, conoscenze tecniche e capacità comunicative e relazionali variegate, come in questo caso studio. 

È inoltre molto importante che i due Coach si diano reciprocamente un feedback dopo ogni incontro e si alternino nei rispettivi ruoli nelle varie sessioni per dare al team l’opportunità di essere stimolato e supportato con approcci e stili diversi.

Ogni membro potrà così provare quello più congeniale alle sue esigenze.

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