Team Coaching: dalla Teoria alla Pratica

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Confucio sosteneva che “Imparare senza riflettere significa sprecare energia”. Quello che dobbiamo chiederci, allora, è: in che modo si può apprendere riflettendo? Mettere in pratica le lezioni è utile, anzi fondamentale, per arrivare a una conoscenza profonda degli insegnamenti, perché l’esercizio consente di riflettere su ciò che si è appreso teoricamente e di calarlo nella vita quotidiana.

Tutti i corsi di  SCOA – The School Coaching si basano sul presupposto che dall’esperienza sia possibile trarre grande valore, in questo senso anche il corso Team Coaching Practitioner è coerente a questo presupposto e prevede numerose attività esperienziali ed esercitazioni tra le quali, la più significativa, l’opportunità di applicare la disciplina in azienda, vivendo nel concreto la possibilità di esercitare la professione del Team Coach con un team reale messo a disposizione dalla Scuola. 

Perché il percorso Team Coaching prevede le ore di pratica fin dall’inizio? 

Per prima cosa per un tema di memorabilità. Le nozioni acquisite sui libri devono essere applicate e sperimentate per evitare che vengano perse, in particolare in modalità virtuale. L’aggancio con l’esperienza concreta è in questo senso fondamentale, ancor di più se svolta in itinere e non solo a percorso ultimato. Inoltre, è stato osservato che i partecipanti sono più stimolati a mettersi in gioco quando devono mettere in pratica una dinamica o in generale un input appena colto. Inoltre, cominciare le ore di pratica a inizio percorso può fare la differenza per chi aspira a diventare Team Coach, in quanto l’apprendimento diventa stimolante, come una vera e propria sfida, e consente di far assimilare i concetti in modo più profondo. Nella pratica, infatti, ci si scontra con l’effettivo livello della propria preparazione: i partecipanti si rendono conto delle difficoltà e dei propri punti di forza e sono stimolati a migliorarsi.

Tramite il Team Coaching si impara supportare un team, supportandolo e aiutandolo a lavorare assieme per raggiungere gli stessi obiettivi. Bisogna prendere atto, però, che  un team è un’entità complessa, inserita a sua volta in un sistema più ampio, che vive nella quotidianità dinamiche sempre differenti che non possono essere ridotte a teorie e modelli, per questo l’imprevisto è sempre dietro l’angolo! Affrontare fin da subito situazioni reali, diventa un efficace allenamento alla flessibilità, competenza cruciale in una professione come quella del Team Coach, imparando, nel contempo, anche a gestire la paura dell’imprevisto. D’altronde, si sa, sapersi rapportare con il proprio prossimo, saper leggere comportamenti ed energia, imparare a risolvere conflitti, non è qualcosa che può essere imparato sui libri!

In ultima analisi, durante queste esercitazioni, gli aspiranti Team Coach elaborano il proprio personale modo di relazionarsi in maniera professionale e competente con il cliente e quindi anche con il team.

In realtà sono molti gli apprendimenti possibili solo grazie all’applicazione della disciplina su team reali. Solo in quelle occasioni infatti vengono fuori determinate dinamiche, solo in quelle circostanze osservi e realizzi alcune sfumature, ti rendi conto di tutte le implicazioni del contesto e del contorno che nella teoria, ma anche nelle esercitazioni in aula, non emergono: molti ostacoli non li metti in conto finché non li vivi, ad esempio le problematiche legate alle situazioni specifiche dei team e delle persone che ti trovi davanti di volta in volta. 

In generale lo scopo delle ore di pratica è di imparare come prendere in carico e gestire un vero e proprio percorso di Team Coaching, dalla costruzione a tutte le varie fasi dell’esecuzione. Una volta incontrato il team reso disponibile dalla Scuola, i partecipanti si occuperanno di tutta l’organizzazione, progettando un percorso  che risponda alle esigenze del team anche in termini di struttura e durata.. Al contempo impareranno anche a relazionarsi con il proprio partner: il modello di Team Coaching previsto dalla Scuola raccomanda la collaborazione di due Coach. Proprio durante le ore di pratica – e solo attraverso di esse – la relazione diventa solida sia a livello professionale che personale: ci si scopre a vicenda, acquisendo consapevolezza sui rispettivi punti di forza e debolezza, costruisci con l’altro la sintonia necessaria per affrontare con la massima efficacia i percorsi con i clienti.

Inoltre, attraverso questo percorso i partecipanti vivono la responsabilità del risultato, capendo cosa significhi rispettare un contratto: pur agendo in una simulazione, l’allievo si sente ingaggiato e proiettato verso il raggiungimento di un obiettivo. Tuttavia, anche le lezioni in aula sono state ideate con lo scopo di essere coinvolgenti: sapendo che dovrà mettere in pratica gli insegnamenti, i partecipanti saranno portati a partecipare con più attenzione alle lezioni, cercando di non perdersi nulla delle esercitazioni in aula. Applicare su altre persone le stesse metodologie e gli strumenti dapprima vissuti con i compagni di corso, poi, è utile per comprenderne meglio il funzionamento, scoprendo anche l’effetto che essi hanno sugli altri.

In conclusione, la pratica permette di riflettere sulla teoria e di farla propria: vivere in prima persona gli insegnamenti ricevuti è il modo migliore per non perderli ma di capire cosa significhi essere un Team Coach, avendo l’occasione di cucirsi il ruolo addosso.

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