Le 10 competenze del Business Coach secondo SCOA: tutto quello che c’è da sapere

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Cosa serve per essere un Business Coach? 

La strada per diventare un Business Coach è lunga. Consiste in primis in un percorso personale, composto da esperienze di vita vissute sul campo che permettono di affiancare le persone in azienda e aiutare loro a saper gestire meglio il loro ruolo. Serve ovviamente una conoscenza tecnica del metodo di Coaching che si possa imparare in una scuola di Coaching. 

Ma più di tutto serve essere preparati su delle competenze che permettono al Coach di svolgere il proprio mestiere con maestria. 

Perchè è importante delucidare il profilo delle competenze del Coach? Esattamente come in qualsiasi ruolo e job title, nel mercato del Business Coaching sono richieste specifiche competenze. Come un HR manager sarà competente in comunicazione interpersonale, così il Business Coach dovrà essere competente in determinati comportamenti.

Le 10 competenze del Business Coach del modello SCOA – The School of Coaching seguono le guidelines ufficiali di EMCC – European Mentoring and Coaching Council e sono:

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    Ognuna di queste competenze può essere allenata attraverso comportamenti osservabili che il Coach mette in atto. La frequenza con cui questi comportamenti vengono eseguiti rappresenta il livello di competenza del Coach.

    Vediamoli insieme.

    Flessibilità e innovazione

    Essere flessibili e innovativi significa accettare situazioni ambigue e incerte senza entrare in confusione, vivere la diversità come un’opportunità adattandosi rapidamente a nuove sfide. 

    Il Coach di fronte agli imprevisti focalizza gli aspetti positivi, cerca di coglierne le opportunità e riconosce prontamente i segnali deboli di cambiamento per modificare di conseguenza programmi e attività senza mettere a repentaglio l’obiettivo. 

    L’innovazione nella pratica del Coaching va al di là delle regole e procedure consolidate e trova nuove idee o soluzioni più efficaci: cerca costantemente di migliorare i metodi che utilizza e cerca di e applicare le innovazioni nel proprio campo.

    Due competenze che si esauriscono in un approccio creativo, che va oltre la procedura standard. 

    Continua a leggere per leggere in quali comportamenti si esplicita la competenza della creatività.

    Creatività

    Oltre a costituire un’importantissima cassetta degli attrezzi per la professione del Business Coach, essa è anche una competenza.

    Un Coach creativo produce molte idee, soluzioni, proposte di fronte a problemi o nuove opportunità, applica teorie e concetti noti a situazioni inconsuete, guarda alle cose in modo articolato e vario, assume diverse prospettive, elabora idee originali, non convenzionali.

    In più non si ferma alla prima soluzione, produce una varietà di alternative nuove o uniche, espande o dirama i ragionamenti seguendo l’intuito e arricchisce una soluzione semplice per renderla più significativa, evocativa, stimolante. 

    Ampliando il suo spettro incoraggia gli interlocutori a trovare nuove idee e soluzioni più efficaci, utilizza il paradosso e il gioco per dar libero sfogo all’immaginazione, da solo e con gli altri. Insomma, propone e utilizza sistematicamente tecniche di creatività.

    Analisi e soluzione dei problemi

    Assimilabili al “problem solving”, sono due delle competenze più richieste del momento e consistono nel riconoscere gli elementi essenziali dei problemi e le relative criticità, raccogliere con metodo i dati e le informazioni necessarie alla comprensione della situazione nel suo insieme per aiutare gli altri a formulare più ipotesi (nei casi più complessi e critici) prima di esprimere una diagnosi del problema.

    Inoltre questa competenza stimola la creatività del cliente nella ricerca di possibili soluzioni alternative, aiuta gli altri ad esplorare pro e contro, fattibilità, rischi delle diverse opzioni. 

    Il Coach percepisce, accoglie ed esplora i timori del cliente di fronte all’attuazione di soluzioni non abituali e ai possibili rischi: rinforza la capacità decisionale del Coachee, favorendone la responsabilizzazione, la capacità di scelta fra diverse alternative e la valutazione delle conseguenze e delle priorità.

    Il compito del Business Coach consiste nel facilitare la performance del suo cliente.

    Orientamento alla performance

    Cosa significa? Che il Coach è in grado di aiutare gli altri a focalizzare espliciti obiettivi di miglioramento realizzabili, misurabili e che abbiano un impatto positivo sulla loro performance nel contesto in cui operano. 

    Inoltre saprà aiutare gli altri a costruire piani d’azione per migliorare le proprie competenze o superare i propri gap, valorizzare le potenzialità individuali, da una parte, e le risorse dell’ambiente di riferimento, dall’altra.

    Aiuta ad individuare indicatori del progresso verso gli obiettivi stabiliti, a identificare possibili ostacoli e a costruire strategie per superarli. 

    Il Coach avrà anche un ruolo nella valutazione dei progressi del Coachee e raccogliere dati sui risultati del suo percorso.

    Sostegno al cambiamento

    Il Coach, come abbiamo specificato, supporta e sostiene – come un allenatore – il proprio cliente incoraggiandolo a far leva su tutte le proprie risorse e potenzialità di fronte agli ostacoli e difficoltà che incontra. 

    Di conseguenza rafforza l’autonomia e l’autoprotezione del cliente fornendo un sostegno attento, caldo e autentico nei momenti difficili. Stimola il cliente a esplorare senza pregiudizi i vantaggi e svantaggi delle proprie strategie comportamentali abituali, messe in atto nel contesto lavorativo. 

    Lo aiuta a riconoscere e integrare le diverse parti di sé in conflitto e a costruire un nuovo equilibrio più funzionale. Ciò permette di utilizzare le proprie emozioni come fonte di conoscenza di sé e di scoperta di alternative. Processo fondamentale della relazione di Business Coaching. 

    Proseguendo, il Coach stimola il cliente a immaginare e costruire approcci e strategie comportamentali alternative che salvaguardino i suoi bisogni essenziali, riducano gli esiti negativi e lo portino a conseguire i suoi obiettivi, comprende ed esplora le difficoltà del cliente a modificare le proprie strategie di comportamento senza giudicarle o svilirle. Soprattutto, valorizza i progressi compiuti dal cliente nel percorso di miglioramento.

    Gestione di sé

    É una delle competenze più rilevanti all’interno del ventaglio delle competenze del Coach. Abbiamo già parlato qui della sua importanza, e dei suoi comportamenti osservabili:

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    Il Coach se è competente in self management accoglie con calma le contrarietà senza deprimersi o agire impulsivamente, è in contatto con le proprie emozioni e le manifesta con equilibrio, quando la situazione lo consente. 

    Pone attenzione costante alle reazioni degli altri ai propri comportamenti per gestire il proprio impatto sugli interlocutori, cerca di comprendere le ragioni delle reazioni negative degli altri ai propri comportamenti, assumendosi la responsabilità dei propri errori. 

    Perciò è disponibile ad ascoltare critiche e reazioni negative sui propri comportamenti.

    Costruzione di relazioni di supporto

    É proprio questa l’essenza del Business Coaching: stabilire una relazione di sostegno e fiducia che permetta al Coachee di crescere e migliorare la propria performance. 

    Il Coach come può realizzare ciò? Innanzitutto stabilendo con l’interlocutore un rapporto paritetico, di fiducia e rispetto reciproco, a cui si affianca l’incoraggiamento ad esprimere apertamente i propri punti di vista.

    La relazione comincia a impostarsi quando si favorisce una progressiva e graduale apertura reciproca, rispettando i tempi dell’interlocutore e le sue emozioni accettandone le manifestazioni senza reagire impulsivamente o giudicarle. 

    Da parte del Coach deve esserci la disponibilità ad ascoltare ed offrire supporto a chi gli chiede aiuto e costruire con l’interlocutore un’alleanza verso l’obiettivo condiviso. 

    Ascoltando e incoraggiando idee e proposte valorizza i contributi altrui verso la soluzione dei problemi e il raggiungimento degli obiettivi. Cosa molto importante, il Coach che sa costruire relazioni di supporto è sensibile al clima emotivo e di conseguenza fornisce rinforzi in situazioni critiche.

    Comunicazione interpersonale

    Competenza rilevante non solo nel mondo del Business Coaching ma in buona parte del mercato del lavoro, si declina in questi comportamenti specifici. 

    Il Coach ascolta in modo attivo, attento ed empatico, lascia spazio all’espressione verbale dell’interlocutore, senza interromperlo o sovrastarlo, osserva costantemente le manifestazioni corporee dell’interlocutore e ne ricava informazioni sui suoi stati d’animo e sulla sua condizione emotiva.

    Cerca di fare domande pertinenti ed esaurienti, o riformula le affermazioni dell’interlocutore per verificare la comprensione dei messaggi, il tutto esprimendo con chiarezza e concisione il proprio punto di vista. Articola le proprie argomentazioni in modo chiaro e semplice e utilizza un linguaggio alla portata dell’interlocutore, ma quando deve esprimere concetti complessi ricorre ad esempi concreti tratti dalla sua esperienza vissuta. Verifica la comprensione dei suoi messaggi modificando i propri interventi sulla base dei messaggi di ritorno ricevuti dall’interlocutore.

    Autorevolezza e tatto

    Dimostrare di saper gestire le relazioni interpersonali in modo adeguato è quanto mai nelle corde del Coach. 

    Più nel dettaglio, essere autorevoli e avere tatto non possono considerarsi tratti caratteriali, quanto atteggiamenti e comportamenti che vanno allenati, affinati, resi efficienti e spendibili nella pratica del Coaching.

    Un Coach autorevole esprime con autenticità i propri punti di vista, quando e se è utile a stabilire un clima di apertura e fiducia reciproca. Si assume la responsabilità delle proprie opinioni, decisioni e azioni e nella relazione mantiene un efficace equilibrio fra la partecipazione affettiva e l’attenzione alla diversità dei ruoli e del grado di coinvolgimento diretto. Fornisce feedback specifici, descrittivi e non valutativi agli interlocutori mantenendo equilibrio, lucidità, accoglienza anche di fronte a provocazioni o svalutazioni. 

    Nelle situazioni di disaccordo, ascolta, rispetta e tiene in considerazione i punti di vista dell’altro e manifesta con calma e tatto le proprie divergenze di opinioni, facendo attenzione alla ricettività dell’interlocutore e senza mettere a repentaglio la solidità della relazione.

    Fornisce i propri punti di vista facendo leva sulle proprie competenze, esperienze e su dati concreti verificabili dagli interlocutori, evitando generalizzazioni aprioristiche. Soprattutto, nei suoi interventi è orientato costantemente alla valorizzazione di sé e contemporaneamente dell’altro.

    Hai visto quali sono le competenze possedute dal Business Coach

    In questa guida hai scoperto le varie aree di competenza del Coach, un mestiere che sicuramente comporta un allenamento di tantissime dimensioni diverse. A chi può essere utile questa guida? Condividila con il tuo network e continua a seguirci sui nostri social!

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    SCOA – The School of Coaching è nata nel 2002 come una società pionieristica che ha contribuito all’introduzione e diffusione del Business Coaching in Italia. La scuola svolge un’attività continua di ricerca e diffusione di know-how sul Business Coaching. Forma futuri Business Coach con un corso riconosciuto EQA dallo European Mentoring and Coaching Council (EMCC) e offre un ventaglio di corsi focalizzati sullo sviluppo di competenze specifiche. Realizza inoltre percorsi di Mentoring e di autosviluppo, qualifica il livello di competenze (EQF) e adotta servizi di Supervisione di livello internazionale (EMCC).

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